La nostra, questa di Lecce, è la ben nota pietra che l'arte
ha particolarmente privilegiato, in età remote dell'antichità
classica, come nella moderna vicenda dello incivilimento, tenera
e morbida al taglio dello scalpello; è chiara come l'avorio
ed ha suggestive virtù, di assecondare devotamente l'estro artistico
nella creazione decorativa e di conservare, sotto il cielo sereno,
la grazia di luminosi colori. La pietra si lavora come l'alabastro
e se ne fanno statue, colonne, capitelli, cornici, ecc.
Questa pietra si porge allo scalpello con una facilità molto
seducente ed è capace di ogni stile e di ogni grado di esecuzione.
Ne abbiamo, bellissime prove nelle innumerevoli varietà delle
decorazioni architettoniche di nostri monumenti, che sorsero
quando il barocco aveva esteso il suo ricco e stravagante dominio.
Il Barocco è quello che predomina in tutta la provincia di Lecce,
tanto nell'architettura religiosa, civile e militare, quanto
nella decorazione della mobilia.
Esposta alle intemperie prende talora una dolce tinta di terra
cotta, talora di un giallo-lino; e spesso con molto effetto
pittoresco offre nello stesso edifizio paesaggi graduati dai
toni più forti di queste tinte calde. La facilità con cui si
lavora la pietra leccese ha richiamato su di sé l'attenzione
degli architetti e degli scultori locali sin dal Medioevo. Il
Carparo è di colore giallo, giallo rossiccio, giallo scuro secondo
le relative qualità di idrossido di ferro contenute nella roccia.
E' anch'esso un ottimo materiale decorativo che può competere
con la pietra leccese. Questa pietra rifugge alla delicatezza
dello scalpello ed ai lavori di minuto intaglio.
Riesce di molto effetto nelle sagome delle grandi modanature
e può giovare a decorazioni di stile grandioso e severo. La
sua tinta e la sua grana danno una fusione molto armonica agli
effetti di chiaro scuro e prendono facilmente quella veneranda
patina di antichità.